8.101 Letture

La zita di Ceglie


Perché si dice: “E’ rimasta come la zita di Ceglie”?

 

LA ZITA DI CEGLIE (Ceglie è una frazione/quartiere di Bari “Ceglie del Campo”)

 

La leggenda narra che: Era il 1935, piena epoca Fascista, una giovane ragazza di Ceglie si era innamorata di un militare di Bari che era così bello da far impazzire l’intero paese. Tutta Ceglie la invidiava. La loro storia d’amore era da favola. E come nelle favole un giorno lui chiese di sposarla.

 

La cerimonia si sarebbe tenuta nella Chiesa della Madonna di Buterrito e tutti aspettavano con trepidazione il grande evento, tanto che il giorno delle nozze l’intero quartiere si era radunato per le strade e fuori dall’edificio sacro.

 

Ma quando la sposa accompagnata da suo padre giunse in Chiesa non trovò lo sposo. Aspettò un paio d’ore finché un amico comune le portò un telegramma che recitava:

 

“La guerra m’ha chiamato, il mio amor non dovrai più aspettare sii libera bellezza del creato me non dovrai più amare”.

 

• Da quel momento quando qualcuna viene sedotta e abbandonata all’improvviso, si dice: “Sei rimasta come alla zita di Ceglie”.

 

Modo di dire che viene usato anche quando ci si prepara per un grande evento che poi non si verifica e si rimane da sole, deluse, e con i ricci fatti.

 

* Nota in stile Wikipedia: “Ricordo quella sera, quando che morì mia moglie, che mi lasciò da solo come la sposa di Ceglie” è l’incipt della celebre canzone “Enza” di Gianni Ciardo.