8.046 Letture

Il distacco – lettera di una madre


Caro Inchiostro di Puglia,
Lettera di una madre a suo figlio.
Il giorno della partenza.


Ci siamo. Lo so, disapprovi queste esternazioni, come rifuggi dai baci.


Ora mi pento di tutte le volte che mi sono sottratta alle tue maldestre attenzioni che mi soffocavano tanti anni fa, quando non mi lasciavano neppure il tempo di mangiare e dormire. Sembra ieri…


E’ arrivata, e niente, bisogna che me ne faccia una ragione, prima o poi sarebbe comunque finita questa cosa che ci lega. Ma non finisce, no che non finisce, manco nella tomba. Io ci sarò sempre per te.


E son contenta anche, ma con il nodo in gola e gli occhi umidi, a pensare che stavolta, forse, è per sempre. Che mica lo so cosa succederà dopo che ti sarai voltato per andare con la tua borsa e tutta la compagnia cantante. 


E’ arrivata, prima del previsto, questione di giorni. Siamo arrivati io e te a questa meta. E pure questa dobbiamo fare, che vuoi.


Chissà cosa tieni tu dentro il cuore, non me lo dirai mai, funziona così, pure io non lo dissi a mia madre, non dissi niente. Ma io sapevo che sarei tornata, e pure presto.


Tu, invece, non credo che tornerai. Ho detto mille volte che era meglio così, che tu te ne andassi di qui, che non rimanessi con me a morire di delusione. Ma ora è salato il conto.


Vatti a stare miliardi di minuti senza di te, come si fa.


Tu che ti farai tutti quei passi da solo e io qui lontana senza poterti posare la mano sulla fronte quando sarai febbricitante. Ingiustizie sono.


E poi non fare come facesti all’asilo, che ce l’avevi con me dopo aver tanto pianto! Non è colpa mia.


Pure stavolta ti porterò mano nella mano e la cartella nuova, ma la macchina fotografica non ci sarà per farti la foto del primo giorno.


Mena, facciamo pure questa. Son tempi, i tempi di settembre di grandi attese e distacchi, lo sappiamo noi che 19 anni fa ci stavamo preparando al primo grande distacco. 


Scusami, ma io piangerò anche stavolta, come ogni volta, come la prima, come all’asilo e come a scuola quando t’infilai piccino nel banco dandoti la mano.


Piangerò, che è diritto delle mamme piangere. 
Ma anche stavolta tu non mi vedrai.