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Il corredo


IL CORREDO


Accade, ad un certo punto della tua esistenza, ma non è detto, a volte non accade, che arrivi un momento magico, l’emblema del passaggio da bambina a donna. Questo momento è, e sarà per tutti i secoli dei secoli “mpusimare” il tuo corredo.


Avevi circa otto anni ed il pube ancora glabro quando, tua madre, con tua nonna e qualche comare di passaggio, unite in un atavico conciliabolo, cominciarono a collezionare per te articoli di biancheria per la tua futurissima casa. Un bagaglio importantissimo, il tuo biglietto da visita per instaurare relazioni importanti che si spera possano sfociare in un felice matrimonio.


Matrimonio in chiesa il più gradito, con abito bianco verginità e velo direttamente proporzionale alla durata del fidanzamento..


Così, mentre tu facevi le trecce alla Barbie e ti distruggevi le ginocchia giocando a stacchia giù con gli amichetti, loro avevano già in serbo per te il grande progetto: il tuo corredo.


Non importava in che anno sarebbe stato riesumato dagli armadi, ignorando modi, usi e costumi che di lì in poi si sarebbero susseguiti, il corredo andava fatto, a prescindere.


Testimoni scontrini vintage dalle date anni ’80, etichette ingiallite, codici a barre nel frattempo sbiaditi da sembrare reperti antichi, il Talmud babilonese e poi quell’inconfondibile odore di naftalina misto a muschio rampicante. Acquisti questi fatti in negozi oramai inesistenti, falliti o da porta a porta napoletani che propinavano il grande affare bussandoti alla porta, con la tipica favella partenopea e uno slogan efficace.


Ciò che il corredo doveva necessariamente contenere:


– lenzuola giornaliere, per tutti i giorni, semplici e pratiche; – lenzuola importanti ricamate a mano per la prima notte di nozze; – set di asciugamani giornalieri, per tutti i giorni, dai colori pastello, semplici e pratici; – set di asciugamani importanti per ricoveri in ospedale; – 2 accappatoi in coordinato “lui e lei” azzurro e rosa; – vestaglietta romantica per accogliere tuo marito a letto, almeno quattro taglie in più, il matrimonio ingrassa, le gravidanze sbombolano. Se parti da una 40 aspettati di trovare una camicia da notte rosa confetto taglia 52. Ma non importa sarà tutta salute.


Mpusimare il corredo consiste quindi nel prendere tutto questo ben di Dio, lavarlo e stirarlo per la prima volta, prepararlo per l’uso, con tanto di riti apotropaici contro il male, per il tuo tanto atteso, sognato matrimonio. Il cazzo è che può capitare di mpusimarlo sì, ma che non ci sia un marito con il quale consumare la spugna degli accappatoi coordinati “lui e lei”, ma un traguardo non meno importante, andare a vivere da sola, finalmente.


Stefania Marianna Robassa

Blog: Dal mio punto di svista