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Fabio Mancini – La Puglia nel cuore


Fabio Mancini è un modello di fama internazionale, uno dei migliori secondo Vogue. Il volto di Armani in tutto il mondo. Ma non solo. Le cose che ha fatto le trovate sopra a Wikipedia.


Gli abbiamo chiesto di raccontarci la storia che lo lega alla Puglia. Mo ve lo dico è un po’ complicata, ma sembra la trama di un film.


Grazie Fabio Mancini



Caro Inchiostro di Puglia,
allora incominciamo dall’inizio, da molto lontano… dall’India.


Sì perché il mio Bisnonno era indiano.
È venuto a vivere in Italia durante la 2a Guerra Mondiale, qui si è innamorato di una donna italiana ed è nato Sahib (mio nonno).


Sahib, nato e cresciuto vicino Napoli per poi trasferirsi in Lombardia, sposerà Agnese (mia nonna). E dal loro amore nascerà Carmela (mia madre).


Scusa l’incipit – albero genealogico – ma è a questo punto che la storia si complica perché i miei nonni si separano.


Mia nonna Agnese decide di trasferirsi in Germania portandosi dietro sua figlia (mia mamma).


È qui che entra in scena la Puglia, Castellaneta (TA) precisamente.


Sì perché mia nonna, dopo il divorzio, nella sua nuova vita in Germania si innamora di Piero, un emigrato italiano che arriva dal paese di Rodolfo Valentino.


Piero che passava le sue estati in Puglia, nel paese d’origine, portandosi sempre appresso mia nonna e mia mamma.


Proprio a Castellaneta, in una calda estate di tanti anni fa, mia mamma (ancora minorenne) conosce Benito, il nipote di Piero.


È subito amore. I miei genitori si fidanzano e dopo poco mio padre raggiunge mia madre in Germania. Io e mio fratello siamo nati lì, a Bad Homburg, vicino a Francoforte.


Rimaniamo in Germania per 5 anni per poi tornare in italia, in Lombardia, dove mio padre si fa spazio nel campo dell’edilizia diventando un piccolo imprenditore edile.


In tutto questo, io ho sempre passato le mie estati da bambino a Castellaneta. Tre mesi l’anno dai miei nonni fra le vie del paese vecchio, la villa dei cigni e il mare. I miei ricordi più belli sono lì.


Tutto bello fino a quando, al compimento dei miei 18 anni, i miei genitori decidono di separarsi (dopo 20 anni di matrimonio).


Mia madre cambia città, mio padre parte per il Belgio e io rimango a Milano, da solo, con un fratello più piccolo di cui prendermi cura.


I miei nonni e i miei zii mi hanno più volte invitato “Giù” a vivere da loro, ma noi non volevamo essere un peso, volevamo farcela con le nostre forze sapendo, però, che c’era sempre un Piano B (la Puglia).


Non sono stati anni facili, anzi, anche per questo ho chiuso tutti i ponti con i miei genitori.


Dai 18 fino ai 20 anni ho dovuto inventarmi di tutto per sbarcare il lunario, pagare l’affitto e permettere a me e mio fratello (3 anni più piccolo di me) di vivere una vita migliore.


Ricordo che la più grande fatica era arrivare alla fine del mese. Lavoravo senza sosta come commesso di giorno e come barista la sera. Fino a quando un giorno è successo quello che meno mi potevo aspettare.


Mentre andavo a lavorare come commesso in un negozio di abbigliamento nel quadrilatero della moda a Milano, mi ha fermato per strada un collaboratore di Giorgio Armani invitandomi a fare un provino per una sfilata. Io ero molto stupito, scettico su questa cosa, ma alla fine mi convinse. Da lì è cominciato tutto.


Quel provino, il primo della mia vita, lo feci direttamente con Giorgio Armani in persona. Ero capitato lì per caso, non avevo la minima idea di come si sfilasse, ma fui scelto.


Da allora sono quasi 13 anni che lavoro con Giorgio Armani, più di 24 stagioni consecutive sulle passerelle di tutto il mondo senza mai fermarmi. Oltre 50 sfilate all’attivo. 10 campagne pubblicitarie come testimonial tanto da essere considerato il modello più longevo della maison, un volto iconico.


Ho collaborato con tantissimi designer e brand, da Dolce & Gabbana a Ermanno Scervino, Vivienne Westwood, Borsalino, L’Oreal, Yamamay, Carolina Herrera e Carlo Pignatelli.


A me, però, poco importa dei numeri e delle foto sui giornali, l’importante è che per mio nonno Lorenzo di Castellaneta resti sempre il suo “iconico” nipote preferito.


Viaggio tantissimo. Prima della pandemia la mia commercialista mi chiamò incredula per chiedermi conferma dei 250 biglietti aerei in un anno. A Castellaneta, però, ci vado spesso, tutte le volte che posso.


È lì che ritrovo, oltre ai miei nonni, tanti dei miei amici d’infanzia con cui giocavo a pallone in mezzo alla strada quando ero piccolo.


Voglio raccontarti un’ultima cosa a cui tengo molto. Sto cercando di sfruttare quel poco di visibilità che ho acquisito negli anni anche per sostenere una serie di progetti No Profit che mi stanno a cuore. E’ sicuramente una delle cose più belle che mi ha permesso di fare il mio lavoro.


Meh, ti ho raccontato tutto il fatto.
Un saluto a tutti. Ci vediamo in Puglia 

😊

Fabio