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Cime di Raperonzolo

Prologo: Quando la moglie del contadino Saverio uscì incinta fu grande festa. Finalmente avevano “comprato” pure loro. Il priscio era assai.



Qualche mese dopo…


Carmela (la moglie di Saverio) andava prena e aveva sempre le voglie, che andavano soddisfatte ancora al bambino succedeva qualche cosa.

In particolare la voglia più ricorrente era quella di “orecchiette alle cime di rape”. Con o senza soffritto di alici. Dipendeva da come stava di stomaco.

Saverio per stare dietro a Carmela aveva consumato tutta la sua enorme scorta di cime di rape. Tanto che all’ennesima richiesta della moglie fu costretto ad andarle a comprare.


– È che abbiamo fatto qua. Da padrone di bastimento a barca in affitto.

Esclamò Saverio e poi uscì fuori per andare al mercato.



Saverio al mercato…


– Giovane a quanto stanno le Cime di Rapa?
– A 8 euro.
– Quanto?!?!
– A 8 euro.
– E sono 16.


Saverio guardò nel borsellino. Aveva solo 4 euro e 25 centesimi di soldi minuti.


– Meh giovane abbassa che vendi.
– Mi dispiace, ma il principale non vuole.
– Emmeh eddai che sempre da te vengo.
– Non posso. Così dice il principale. Ed io attacco il ciuccio dove dice il padrone.
– Vabbè andate a rubare a San Nicola. Tu e il principale.


Saverio capì che nessuno gli avrebbe venduto le Cime di rapa. E che ora aveva un grande problema da risolvere.



– Carmela non li vuoi due spaghetti aglio e olio? Due peperoni? Qualche melanzana ripiena? Eddai non ti buttare alla centralina con queste “orecchiette alle cime di rape”.
– No Saverio. Tengo il desiderio forte. Che vuoi che la bambina nasce con i problemi? E non lo so io.



– “Mannaggia alla malafortuna. Uno come a me che ha sempre avuto le cime di rapa a buttare costretto a fare certe cose”.
Saverio parlava solo solo, dopo aver recuperato una busta e un coltello ed essere salito sul trerruote.



– Che ci fai tu chino sul mio terreno? Giovane, che hai perso qualche 50 mila lire?
– E No Strega mi scusi, non sapevo fosse il suo terreno. Stavo facendo due cime di rape per mia moglie che va prena. Aspetta una bambina.
– Le pagherai care queste cime che mi stai fregando. Puoi portartele pure a casa. Ma tua figlia dopo il compimento dei 12 anni verrà a vivere da me. (ristata malefica)


Saverio rimase.
La stega scomparve.



– Mocca a ‘ste cime quanto mi sono costate. E mo chi glielo deve dire a Carmela che mi sono giocato la creatura. Quella mi deve dire pure le parole da sopra.


Che “priso” che ho combinato. Vabbè. Non dico niente proprio, così faccio più meglia figura. Che dobbiamo stare a penzare da mo’ a fra 12 anni. Dobbiamo prima vedere se campiamo fra 12 anni.



12 anni dopo…


– Meh, Saverio vai a chiamare a #Raperonzolo che ho preparato il suo piatto preferito: le cime di rapa.
– Ehhmm… Carmela ti devo dire una cosa.
– E dopo me la dici, mangiamo mo. Meh e ancora qua stai. Chiama la criatura.
– Carmela e proprio di questo ti volevo parlare ….
(silenzio)


– Ti ricordi quando stavi incinta e avevi la voglia delle cime …
Così Saverio gli contò tutto il fatto.
(silenzio)

– Non ci credo. Mi stai dicendo che ti sei giocato nostra figlia per un mazzetto di cime?

– Carmela calmati, io non serei così tranciante severo e definitivo nel riassunto dei fatti. Ma più o meno sì.
(silenzio)


– Il butto del veleno. Il sangue. Ma cosa ti è passato per quella testa vacante. No. Non è possibile.
Lo diceva la buonanima di mia madre: Non te lo prendere a Saverio. Non te lo prendere a Saverio. Non te lo prendere a Saverio. Che quello è un Trimone con la T di Tabbacchino.



Raperonzolo stava sola sola dentro alla torre.


– Povera a me. Tengo due genitori che se li accocchi insieme non ne esce uno buono. 
Mo sto in questa stanza con la strega che mi tira i capelli per arrampicarsi.
Ma dico io non si può comprare una scala, che stanno in offerta da leroi marlen. Che ogni volta che mi tira i capelli mi vengono le cigghje della capa. Certi capa mal di testa che mi toccano lo stomaco. Almeno mi portasse una bustina.


In che favola triste che sono capitata. Inchiostro di Puglia almeno fammi portare un panzerotto. Vi sto facendo prendere i like con le mie disgrazie. Almeno la creanza.
* Fritto non al forno per piacere che già qua è depressiva la situazione.



15 anni dopo…


Il principe guardo #Raperonzolo affacciata dal balcone ed esclamò.


– #Raperonzolo ma che vai facendo con i capelli così lunghi? Mi sembri un zannera. Che spendili due soldi dal parrucchiere. O almeno fatti il tuppo.
– E’ arrivato lui è arrivato. Ma secondo te. Se mi taglio i capelli come deve inghianare la strega sulla torre? Di tu dì? 
– Non ci avevo pensato. Quindi sei prigioniera della strega e vivi sola sola? 
– E sì povera a me.
– Raperenzolo non disperare, ho una cosa lunga che ti farà molto felice.
– Principe ancora la stai? Arrampicati e sali.
– Ma come arrampicati? Raperonzolo non hai capito? Ho una scala!



Dopo tanto tempo dalla fuga dalla torre. Finalmente il Principe e Raperonzolo andarono a mangiare da Saverio e Carmela.


> Carmela: Ho preparato tutto a base di cime di rape.
> Saverio: Mocca alle cime di rape. Ma tutto è bene quel che finisce bene. Ho preso pure l’amaro strega.
> Raperonzolo: Papà c’hai poco da fare il simpatico che alla fine 15 anni sopra alla Torre me li sono fatti io. E se non arrivava il principe con la scala ancora la stavo. Chitebbivo.
> Principe: Raperonzolo dai, perdona i tuoi genitori che tra poco ci dobbiamo sposare.
> Raperonzolo: Certo amore lo sai che è solo per te se sono tornata a casa di questi due scocchiati. Che se no aivoglia loro a chiamare Maria De Filippi.


La pace trionfò. Alla strega gli venne un colpo (il colpo della strega) e morì. E Raperonzolo e il principe si sposarono.


DOPO LA PRIMA NOTTE DI NOZZE


– Principe mio. Io ti amo. Passerò tutta la mia vita con te. E fa niente che l’unica cosa lunga che tieni è la scala.


FINE