2.009 Letture

Cenerentola (all’uso nostro)

Dopo il secondo matrimonio di suo padre che era un poveroalui, #Cenerentola si era ritrovata con una matrigna inzovosa e due sorellastre brutte come il debito che la trattavano come una pezza di a terra. 
Gli unici amici che #Cenerentola aveva erano dei “topini”, ragazzi che la sera svaligiavano gli appartamenti …


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#Cenerentola e suo padre:


– Papà ma perchè non sei rimasto vacantino? Stavamo così bene tutti e due. Perché abbiamo immischiato la razza con queste qua? Che brutta fine che abbiamo fatto.
– Ellosò #Cenerentola ma papà si sentiva solo. E lo sai che un uomo ha certi bisogni.
– Di che bisogni parli papà?
– Come di che bisogni? Di trovare cucinato quando torna a casa.


– #Cenerentola sei una brava figlia, fai tutti i servizi, ma la cucina non è proprio cosa tua. Forse perché c’hai i gusti all’ammersa. In IngLiterra andavi bene tu a mangiarti la pizza con l’ananas. 
Ma Papà tiene bisogno della pasta al forno se no la sera non prende sonno. 
L’ultima volta che mi hai cucinato, hai messo il ketchup dentro alle orecchiette del supermercato, mi hai fatto prendere una goccia che ci stavo rimanendo. Persino il caffè fai uscire acqua-acqua.
Non ti offendere figlia mia ma in cucina non ti voglio vedere manco di sponzare una frisella.


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Quella sera #Cenerentola doveva incontrare i Topini.


> Conversazione #WhatsApp:
– Allora ragazzi stasera vi faccio trovare una bella cenetta.
– No. Non ti incaricare. Veniamo già mangiati.
– Ragazzi nessun fastidio a preparare per voi.
– Cenerentola non hai capito. Il fastidio ce lo prendiamo noi a mangiare le cose che cucini. Difresca i morti. Statti ferma.


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– Ragazzi io voglio andare alla festa del principe. Che è nu bello uaglione aggarbato e lavoratore. No come suo cugino che voleva inguaiare a #Biancaneve, a quello invece non gli suona la fatia.
– #Cenerentola manco la bocca devi a aprire. Ci pensiamo noi, rubiamo una macchina e ti accompagnamo.
– Ma se il principe mi chiede di cucinargli qualche cosa? Come devo fare? Oggi ho provato a preparare dei biscotti. Ma sono usciti tosti manco li cani. Sembrano chianconi. Gli ho dato un mozzico e si è scardato un dente.
– #Cenerè qua l’unica che può aiutarti è la fata Assunta. Una volta siamo andati a rubare alla casa e mi ricordo che teneva il libro: “Magie per imparare a cucinare”.


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Il ricevimento.
I Topini arrivarono dirimpetto ad un castello enorme tutto illuminato da migliaia di luci.
Ed esclamarono a turno:
– E ci je do Las Vegas.
– Madò e che ha partorito la Regina.
– Echecosa è la Villa di Sant’Oronzo.
– Roba che ha figliato la gatta.
– Ma che qua tengono il compare all’Enel.
– Quante luci accese. (uno dei topini era del Nord)


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Quando il principe vide entrare nella sala da ballo #Cenerentola tutta aggiustata, subito esclamò “E pizz cumbà!” al suo fido tuttofare SuccDFrù (all’anagrafe Succo Di Frutta).
– Uè SuccDFrù chi è quella sorta di femmina che è entrata mo? A chi appartiene? Come si mette di cognome?
– Chi quella lì (Succo Di Frutta indicò una delle sorellastre di #Cenerentola che stava provando a fare carte con uno dei camerieri)
– SuccDFrù mo non mischiamo le scorze con le fave. Ho detto “sorta di femmina”. È vero che a te l’arsura è assai. Ma a te veramente basta che respira. Dicevo quell’altra.
– Ah scusi prinicipe. Non la conosco. Chiederò a mia zia Concetta che sa tutti i fatti del paese. Sta sempre dal balcone. Si mette a specchietto.
– Meh “Succo” e vedi se ti sbrighi. Che se sa cucinare me la sposo.


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Dopo una serata a ballare, a guardarsi, a parlare, a sognare cuore a cuore. #Cenerentola e il principe non si accorgevano del tempo che passava…
– #Cenerentola è stata una serata bellissima. Mo però ti chiedo di darmi la prova d’amore.
– A sfazione. Sto già a tremila.
– Appartiamoci in cucina.
– In cucina?
– E dove se no? #Cenerentola la “prova d’amore”, mi devi cucinare i tubettini con le cozze.
– Ah, mi ero penzata un’altra cosa. Che ora abbiamo fatto?


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Ore 23.53 – #Cenerentola si ricordò delle parole della Fata Assunta. “Vedi che l’incantesimo che ti impara a cucinare poi finisce. A mezzanotte dove arrivi pianta il zippo”.
Ore 23.55 – I Topini erano già fuori dal Castello che aspettavano col motore acceso (deformazione professionale).
Ore 0.00 – I rintocchi del campanile, mentre il Re stava facendo il brindisi di mezzanotte: “Tazze e bicchieri alla salute dei cavalieri. B’cchir e tazz …”


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– Mi dispiace Principe. Ma devo scappare. Mi devo ritirare a casa. È mezzanotte e a quest’ora vanno girando solo i malacarne.
– E no. Meh non te ne andare. Rimaniti un altro poco.


Ma manco il tempo di finire la frase che #Cenerentola si mise a correre verso l’uscita.


– #Cenerentola non correre. Aspè. Ancora t’accappotti. Attenzione. Ancora ruzzoli scale scale.


Ma #Cenerentola fece orecchie da mercante e scomparve nella notte. 
Erano ormai lontanissimi.


– Cenerentolaaaa i tubettini con le cozze.
Dal bosco: – Mi dispiaceee. Apriti una scatoletta.


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Dopo una serie infinita di peripezie #Cenerentola ed il Principe finalmente si incontrarono.
– Cenerentola io ti amo. Anche se non sei buona manco a buttare l’acqua della pasta. Per te imparerò a cucinare. O meglio andremo tutte le sere al ristorante, tanto sto pieno di soldi.
Non importa se non sai friggere i panzerotti, l’importante è che sai friggere i polpi.
Lei lo guardo negli occhi e rispose dolcemente.
– Su quel fatto stiamo coperti.
E vissero per sempre felici e contenti.


NOTE


Una delle sorellastre di #Cenerentola ebbe una breve relazione con Succo di Frutta facendogli perdere la verginità. Quando ormai per Succo ogni speranza per era perduta. 
Morale della Favola: L’acqua che non ha fatto in cielo sta.