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Bartolo e il sogno di Pescaria


Spesso su InchiostroDiPuglia raccontiamo le storie di chi è costretto ad andare via dalla nostra terra per mancanza di prospettive. Ma ci piace soprattutto raccontare storie di idee e successi che partono da Sud.



Caro Inchiostro di Puglia,

mi chiamo Bartolo, sono di Polignano a Mare e ti scrivo per raccontarti la mia storia.


Insieme a due amici, Domingo e Lucio, qualche anno fa ho creato “Pescaria”.


Prima di incontrare questi due lavoravo nella pescheria di famiglia, nel mio paese. Da sempre ho vissuto di fronte al mare e non ci pensavo proprio ad andar via. È stato un po’ per caso, un po’ per intuito, e forse anche un po’ per “amore di casa” che Pescaria è nata qui.


Quando avevo 4 anni accompagnavo mio nonno nei suoi infiniti giri per i paesini della provincia di Bari: con lui ho cominciato a vendere il pesce e a portarlo ovunque, una cosa che faccio volentieri ancora oggi, tra un locale di Pescaria e un altro. Polignano, Trani, Milano e tra pochissimo a Roma e Torino (pugliesi emigrati, arriviamo!).


Dietro a quella che oggi è una grande storia, come spesso accade, c’è una storia semplice, piccola.


Nel 2013, complice un po’ di nostalgia per le tante sagre a cui avevo partecipato da piccolo, ho organizzato con un po’ di amici “Mareviglioso” – Una sagra del pesce con palio del mare. Alla terza edizione ho chiamato un’agenzia di comunicazione: “maledetto” a chi mi disse di chiamare Domingo di Brainpull (ce l’ho memorizzato ancora così).


Tra una cosa e l’altra, gli dissi: ci dobbiamo sentire, che devo fare una cosa, voglio aprire un ristorante con vicino una pescheria. Lui se ne uscì chiedendo: ‘e ti conviene fare un ristorante normale!?’.


Mi incuriosì. Mi invitò a cena, ne uscimmo male. Ci ubriacammo. Però due cose ce le dicemmo.


E siccome – come si dice – una buona idea la si discute prima da ubriachi e poi da brilli, riprovammo a cenare di nuovo. E ce ne uscimmo con una certezza: dobbiamo aprirci un fish-bar.


Io mi sarei occupato della materia prima, Domingo della comunicazione. Era una cosa completamente diversa rispetto a quello che avevo in mente, ma il discorso filava. Dopo pochi giorni trovammo un locale di cinquanta metri quadri nel centro storico di Polignano: non ci pensammo due volte! Erano davvero pochissimi metri, ma a noi bastavano perché avevamo in mente tutt’altro. E io avevo il mare vicino.


Nel frattempo trovammo il nome, Pescaria. Ci mancava solo lo chef, un mio amico fece il nome di un suo amico, Lucio Mele. Lo chiamammo, gli piacque l’idea, gli piacque Polignano e il mare.


Era il primo maggio e chiudemmo un cerchio che mi ha veramente cambiato la vita.


Io portavo il pesce. Lucio lo cucinava e Brainpull lo comunicava. Il 25 maggio, in pochissimi giorni, aprimmo il nostro primo locale: ci aspettavamo qualche parente, invece si presentarono 500 persone!


Fu un’estate che prima perdemmo prima 10 chili a testa e poi recuperammo quegli e gli altri.


Oggi Pescaria ha quattro punti vendita. Mi hanno detto dall’agenzia che quando abbiamo aperto a Milano, le persone su Google hanno cercato più “Pescaria” che “McDonald”.


A marzo 2017 Sheryl Sandberg, numero 2 di Facebook, ha incontrato Domingo. Due giorni dopo ci ha citato nel bollettino di Borsa. Perché in due anni abbiamo assunto 66 persone sul territorio pubblicizzandoci solo su Facebook.


Oggi con Pescaria – tra Polignano, Milano e Trani – lavorano stabilmente più di 100 persone.
A settembre apriamo a Torino e, se si incastrano due cose, ci infiliamo pure Roma.


Io e Lucio siamo andati a fare i docenti a “Cucinare per Ricominciare” e abbiamo insegnato a sfilettare e cucinare il pesce a dei ragazzi rifugiati. Alcuni li abbiamo pure assunti a tempo indeterminato.


Nel frattempo, siamo stati i primi a essere plastic free e in questi anni di Pescaria hanno parlato praticamente tutti da Forbes al New York Times.


Oggi io consegno ancora il pesce a Pescaria, Lucio continua a cucinarlo e Domingo a comunicarlo.


Abbiamo tanti sogni nel cassetto, tanti progetti che profumano di Puglia e di mare e siamo convinti di una cosa.
Il meglio deve ancora venire…