Il Sud è un Ape car.

Il sud è un Ape car. Un trerrote.

 

Avanza, sballonzola, sbuffa. Fa pena, fa simpatia, fa ridere. Meticcio e inadeguato: manubrio e meccanica da motorino; telaio obeso, sgraziato, eccessivo. Grosso ma incompiuto, incongruo, asimmetrico. Tre ruote: troppo o troppo poco, vorrei ma non posso, potrei ma non oso.

 

Eppure cammina. Coi suoi tempi, per carità, non dategli fretta, ma cammina. E arriva sempre.

 

L’autostrada è roba da coupé, la città, al limite, da utilitaria. Il trerrote l’autostrada non sa manco cos’è, e in città ci va di rado e malvolentieri. Lui preferisce giocare fra le mura amiche, dove può far valere il fattore campo. Fattore e campo: parole rurali, come rurale è il mondo del trerrote. Niente guard rail, qui, niente strade a due corsie. Qui solo asfalti sbiaditi e crepati, cosparsi di gobbe e crateri. Se va bene. Sennò sono sterrati, viottoli, tratturi, nomi aspri, pieni di t, e ogni t è un attentato ai semiassi, a ogni metro sassi assetati che bramano di bere alle coppe dell’olio.

 

E allora tenetevelo pure, il vostro coupé, se proprio volete, ma sappiate che nessun ACI verrà a salvarvi, qui, e che il primo meccanico è a venti chilometri e probabilmente oggi non teneva voglia di aprire.

 

(Da “13 sotto il lenzuolo” di Giuliano Pavone, Marsilio, 2012)
GIULIANO PAVONE